In campo estetico, il verbo “drenare” è usato continuamente: drenare, drenare, drenare…
Il suo significato più immediato è quello di portare verso l’esterno una raccolta di liquidi fisiologici indesiderati, in stato di stagnazione.
Nel caso del massaggio linfodrenante, parliamo di linfa.

Cos’è la linfa?

La linfa è un fluido corporeo che circola all’interno dei vasi linfatici e che porta con sé diverse sostanze, tra cui acqua, grassi, proteine, elettroliti e linfociti, per un volume giornaliero che va dai 2 ai 4 litri.
La tecnica del massaggio linfodrenante è noto come linfodrenaggio e con  altri nomi come, ad esempio, drenaggio linfatico manuale o metodo Vodder.
Negli anni Trenta, Emil Vodder, medico danese, notò che, tra i suoi pazienti, quelli che soffrivano di infezioni croniche delle vie respiratorie avevano i linfonodi molto ingrossati sul collo.
Sperimentò che, massaggiandoli, si potevano ottenere dei risultati sbalorditivi.
Vodder arrivò a comprendere che se i linfonodi non sono in grado di purificare la linfa, questa si trova a ristagnare e ciò causa diversi malesseri.
Il massaggio di Vodder mira dunque a riattivare la circolazione della linfa per evitare accumuli di impurità.
Le sue applicazioni sono sia in campo medico che estetico.